Cronaca

'Ndrangheta: c'è nuovo pentito legato alla cosca Serraino

Arrestato recentemente, sarà sentito dai magistrati della Dda

di Redazione - 12 agosto 2020 13:57

C'è un nuovo collaboratore di giustizia a Reggio Calabria. La notizia è trapelata stamattina poco prima delle udienze fissate per oggi davanti al Tribunale del Riesame. Si tratterebbe di un presunto affiliato alla cosca Serraino che è stato arrestato recentemente in un'operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. Sul nome e sul calibro del personaggio al momento c'è massimo riserbo da parte dell'autorità giudiziaria. Al momento si sa solo che il nuovo pentito, nei giorni scorsi, ha chiesto un incontro con i pm durante il quale si è detto pronto saltare il fosso. Per questo motivo il presunto affiliato alla cosca Serraino è stato già trasferito in un carcere per collaboratori di giustizia. In questi giorni verrà interrogato per la seconda volta. Solo allora i magistrati potranno dare una prima valutazione alle dichiarazioni del nuovo pentito e quanto queste potranno contribuire alle indagini contro la 'ndrangheta. 

È Antonino Filocamo il nuovo collaboratore di giustizia di Reggio Calabria. Filocamo è stato arresto il 9 luglio scorso nell'ambito dell'operazione "Pedegree" con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. Nei giorni scorsi, il presunto affiliato alla cosca Serraino ha deciso di saltare il fosso prima che la sua posizione venisse discussa davanti al Tribunale del Riesame. Filocamo si è messo "a modello 13" e, quando si è trovato di fronte i magistrati reggini, ha comunicato l'intenzione di collaborare. L'indagato è stato così trasferito in un carcere fuori della Calabria destinato ai collaboratori di giustizia, in attesa di poter rendere dichiarazioni più dettagliate ai pm guidati dal procuratore di Reggio Giovanni Bombardieri. Stando all'inchiesta "Pedegree", Antonino Filocamo avrebbe "assicurato sostegno economico e materiale" al boss Maurizio Cortese durante il periodo di detenzione di quest'ultimo. Coordinata dai pm Stefano Musolino, Walter Ignazitto, Sara Amerio, Paola D'Ambrosio e Diego Capece Minutolo, l'inchiesta ha dimostrato come Filocamo abbia agevolato le comunicazioni del capocosca dei Serraino con l'esterno del carcere. Per conto di Maurizio Cortese, inoltre, avrebbe formulato richieste estorsive a imprenditori e commercianti che dovevano sostenere economicamente i detenuti affiliati alla cosca. Il nuovo pentito si era visto sequestrare anche il bar "Royal Café" che gestiva sul viale Calabria, a poche decine di metri dall'aula bunker. Durante la perquisizione dell'esercizio commerciale, il giorno dell'arresto, gli agenti della Squadra mobile hanno trovato una pistola riconducibile a Filocamo. Assieme al boss Cortese, inoltre, il nuovo collaboratore è stato accusato dei due incendi che hanno distrutto il bar di un altro presunto affiliato alla cosca Serraino che aveva avviato l'attività nella stessa zona. 

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