Ambiente

Combustione Comunia, cinquantotto giorni sono un'enormità, cosa è stato fatto?

"E’ improrogabile un eventuale commissariamento degli Enti inadempienti"

di Redazione - 02 ottobre 2020 12:04

"Si chiede di conoscere i motivi per i quali dopo 58 giorni le Amministrazioni locali territorialmente competenti, a cui la presente non viene indirizzata, vista la totale incapacità decisionale e comunicativa verso lo scrivente e, soprattutto, verso i cittadini, hanno omesso di adottare concreti provvedimenti a salvaguardia della salute della popolazione. Perché, soltanto dopo 54 giorni, l’Amministrazione comunale, registrato che l'eventuale intervento dei Vigili del Fuoco, per lo smassamento e spegnimento del fuoco, allungherebbe l’iter burocratico, ha pensato di dare incarico ad una ditta privata per tale attività riguardante l’intera area oggetto di combustione incontrollata di rifiuti e fanghi di depurazione non lavorati?.

Perché l’ARPACAL non ha eseguito le verifiche sulla tossicità dei fumi, come richiesto dai Vigili del Fuoco, e perché per l’esecuzione delle analisi ambientali è stato dato incarico ad una ditta privata specializzata, tra l’altro dopo 54 giorni?.

Il Comune di Motta S.G si è riservato di eseguire anche lo smaltimento dei rifiuti (ricordiamo: migliaia di tonnellate!) e le altre attività che sono connesse con la proprietà. La somma ricevuta dalla Regione Calabria, che sembra pari a € euro 66.432,00, potrà mai bastare per eseguire lo spegnimento definitivo dei focolai e per le analisi ambientali? Oppure ci dovremo aspettare che l'Amministrazione Comunale sceglierà (come al solito) interventi volti al risparmio, pur di rientrare nella cifra

disponibile, e quindi avere dei risultati fortemente limitati nell'efficacia e nella durevolezza. Perché non è stata dichiarata l’emergenza ambientale?

Visto che di fronte ad una gravissima situazione di emergenza ambientale e sanitaria che continua a esporre in grave pericolo la salute dei cittadini, la popolazione è stata completamente abbandonata dalle Istituzioni competenti, stante la persistente violazione di legge, si ritiene a questo punto doveroso è improrogabile un eventuale commissariamento degli Enti inadempienti, come prerogativa Parlamentare e di Governo,. E' evidente che ancor prima della norma di legge, il ricorso a tale misura estrema, è richiesto dalla logica delle cose, stiamo parlando di una gravissima situazione che risale a oltre 15 anni addietro su cui, le competenti Istituzioni, pur essendo a conoscenza dell'intera vicenda, non sono mai concretamente intervenute.

E' necessario fare luce anche su questo aspetto, noi siamo sempre, e sottolineo sempre, con lo Stato, ma lo Stato ci ha purtroppo abbandonato.

Bisogna a nostro avviso dichiarare l’emergenza ambientale e sanitaria e procedere con gli interventi previsti dalle norme di legge in tal caso.

Spesso, anche attraverso gli Organi di Informazione i cittadini vengono sollecitati a denunciare fatti a loro conoscenza, sottolineando l’importanza della denuncia, ma con quale spirito un cittadino denuncia se poi i risultati sono questi? La presente è stata inviata lo scorso 29 settembre agli Organi del Governo nazionale e per conoscenza ai Vigili del Fuoco di Reggio Calabria".  E' quanto denuncia Vincenzo Crea, Referente unico dell’ANcADIC e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”

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