Sport

Reggio, riparte la stagione del Centro Sportivo Italiano

Il presidente Cicciù: «Lo sport di base deve avere il coraggio di ricominciare da zero»

di Redazione - 09 ottobre 2020 18:17

Riparte la stagione del Centro Sportivo Italiano (Csi) di Reggio Calabria. Il battesimo del nuovo anno ciessino si è tenuto all’interno degli Stati Generali delle Politiche Giovanili della Città metropolitana. Il Comitato reggino ha organizzato e promosso il percorso educativo e di partecipazione sociale - dal titolo “Cantieri Educative nello Sport” – che ha messo in campo idee, proposte e azioni volte alla realizzazione di nuovi percorsi educativi e di cittadinanza per la ripartenza dello sport a Reggio Calabria. I destinatari di questa iniziativa sono stati oltre centotrenta dirigenti sportivi, operatori dello sport, animatori e istruttori delle società sportive del nostro territorio, oltre a amministratori pubblici e associazioni.

«L’emergenza Coronavirus ci ha “bloccati”, mettendo a nudo tutte le disparità che insistono nel sistema sportivo del nostro Paese e nei nostri territori - ha esordito Paolo Cicciù, presidente provinciale e consigliere nazionale del Csi – in questi mesi, abbiamo lavorato, seppur a distanza, per progettare un’idea di “Sport di Comunità”, che sappia reagire a questa grande difficoltà che ci ha afflitto. Lo abbiamo fatto assieme a partner solidi, ma soprattutto mettendoci in discussione: gli Enti di promozione sportiva non possono percepirsi come erogatori di servizi, ma devo riscoprirsi come laboratori di idee».

Quattro i laboratori di partecipazione realizzati nella due giorni targata Csi su altrettanto temi: “Imparo Giocando”, workshop sulla psicomotricità infantile e “Essere dirigenti sportivi”, meet-up aperto agli addetti ai lavori.

«Gli ultimi giorni ci stanno regalando grandi spunti su cui riflettere: in primis, l’ultima enciclica “Fratelli Tutti” di Papa Francesco. Potrete dire: cosa c’entra un’enciclica con lo sport di base? Leggendola potremmo dire: tutto. La proposta sportiva dedicata ai nostri ragazzi è davvero così inclusiva? Nelle scuole calcio si respira aria di fraternità?», ha proseguito Cicciù specificando come «è essenziale riscoprire il principio di cortile, di oratorio, di strada. È lì che si solidifica la condivisione come stile di vita; è lì che lo sport si fa percorso di crescita. Non dico di “svuotare” gli spazi sportivi attuali, ma di viverli secondo una logica totalmente ribaltata: dove il più “scarso” è quello da non lasciare mai in tribuna. Perché la tribuna vuol dire solitudine e la solitudine, da ragazzi, spesso si trasforma in disagio».

Partendo da questi valori è stata presentata anche l’attività sportiva 2020-2021 che prevede, tra le varie attività, anche i campionati di Pallacanestro Open e giovanili, la Pallavolo mista, maschile e femminile. Illustrate le novità relative al Campionato Polisportivo Oratorio Cup, aperto alle parrocchie del territorio, i percorsi sportivi giovanili di calcio e ginnastica ritmica. In primavera il ciclismo, il gran premio di tennis tavolo e la campestre. Confermata la piena fruibilità dei due impianti comunali gestiti dal Csi di Reggio Calabria, nei quartieri di Pellaro e Gallina.

«Chiaramente proveremo a fare la nostra parte; - ha concluso Paolo Cicciù – specialmente in quei non-luoghi, penso ad Arghillà, in cui da tempo ci stiamo sporcando le mani. In queste ore, Reggio vive il rinnovo della classe politica: non dobbiamo nasconderci. A loro ci rivolgiamo per camminare insieme in una “rivoluzione gentile” che deve includere lo Sport di Comunità nei suoi pilastri fondativi».

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