Cronaca

Coronavirus, tendopoli San Ferdinando “zona rossa”

Il 16 ottobre il Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Reggio Calabria ha informato l’Unità di crisi regionale della presenza di 14 soggetti positivi

di Redazione - 17 ottobre 2020 16:23

Il vicepresidente della Giunta regionale della Calabria, Nino Spirlì, presidente facente funzioni, ha emesso oggi un’ordinanza con la quale ha dichiarato “zona rossa” la “tendopoli” di migranti di San Ferdinando (Reggio Calabria), dopo che nell’area sono stati individuati 14 soggetti positivi al coronavirus. L’ordinanza di “chiusura” della “tendopoli” è motivata dal fatto che “la situazione epidemiologica, legata al focolaio, può peggiorare rapidamente, dando luogo a altri casi confermati, non diversamente contenibili se non adeguatamente circoscritti”. L’ordinanza ricorda che “presso il Comune di San Ferdinando insiste una tendopoli presso la quale dimorano persone di provenienza extra-comunitaria. Il 16 ottobre il Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Reggio Calabria ha informato l’Unità di crisi regionale della presenza di 14 soggetti positivi, su un totale di 30 soggetti sottoposti a test, nell’area di cui trattasi. 

Presso la Prefettura di Reggio Calabria si è tenuta contestualmente una riunione operativa per definire le modalità di gestione del focolaio che, dato il particolare contesto igienico–sanitario e logistico, può determinare un grave problema di sanità pubblica, nell’area interessata e per l’intero territorio comunale. L’incidenza dei casi confermati nella comunità presente nella tendopoli – si legge nel provvedimento - si attesta su livelli significativi, atteso che quasi il 50% dei soggetti sottoposti a test sono risultati positivi e la presenza di circa 180 soggetti, da considerarsi contatti stretti dei casi confermati, determina la necessità di confinare in maniera determinata il focolaio, impedendo liberi spostamenti delle persone fisiche”. L’ordinanza di Spirlì, in particolare, dispone “il divieto di allontanamento” dalla “tendopoli” di San Ferdinando “di tutti gli individui ivi presenti, riducendo drasticamente ogni possibilità di vicinanza fisica e limitando al massimo ogni spostamento”, e il divieto di accesso ”salva la possibilità di transito” per operatori sanitari e socio sanitari e dell’emergenza, per le associazioni di volontariato “appositamente individuate” e per forze dell’ordine, di polizia, forze armate e vigili del fuoco. Inoltre - prosegue l'ordinanza regionale - “è disposta, a cura della Protezione Civile, anche attraverso le organizzazioni di volontariato e con il coinvolgimento della Croce Rossa Italiana, la sistemazione logistica adeguata delle persone risiedenti nell’area di cui trattasi oltre che l’assistenza per i bisogni e le esigenze primarie” e “sono consentiti, unicamente, eventuali spostamenti ritenuti essenziali”. Infine – conclude l’ordinanza - il Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Reggio Calabria è tenuto a effettuare “la sorveglianza e il monitoraggio quotidiano dell’evoluzione epidemiologica” e “lo screening di tutti gli individui presenti nell’area sottoposta a limitazione, al fine di procedere a un adeguato confinamento tra soggetti contagiati e soggetti negativi”. Nei giorni scorsi, tra l’altro, la Regione aveva dichiarato “zona rossa” anche il campo migranti” nella zona industriale di Rosarno, centro in provincia di Reggio Calabria vicino a San Ferdinando. L’ordinanza sulla “tendopoli” di San Ferdinando è la numero 76 adottata dalla Regione dall’inizio dell’emergenza coronavirus.