Cronaca

Pellaro, da anni l’orologio della delegazione municipale non scandisce il tempo

I rintocchi raggiungevano le orecchie del laborioso popolo pellarese

di Redazione - 08 aprile 2021 13:10

Nel mese di gennaio 2018 l’ANCADIC segnalava al Sindaco del Comune di Reggio Calabria delle criticità presenti nel territorio della XV Circoscrizione di Pellaro, manifestate da cittadini pellaresi concernenti tra l’altro l’inefficienza del servizio di illuminazione pubblica, secolari perdite idriche in particolare in via Fiumarella con interessamento della Ss 106 e la sottostante via San Francesco, strade fortemente dissestate, inagibilità dei sottopassi della SS 106 di Lume e Ribergo per la sporcizia e altre criticità e chiedevano e continuano a chiedere principalmente il completamento della rotatoria di Pellaro Lume in senso urbano e la demolizione del rudere esistente nella stessa che crea pericolo alla circolazione veicolare e ciclopedonale, visto tra l’altro che c’è un numeroso spostamento di persone verso l’area mercatale di via Lume e l’esistenza della nuova farmacia nella stessa area mercatale.

La cosa che maggiormente ci rattrista è vedere il palazzo della vecchia delegazione municipale manchevole del glorioso orologio che scandiva il tempo e ai pellaresi era sempre gradito il rintocco delle ore (dove è andato a finire l’orologio)? A quando il restauro della carente e degradata struttura che era il simbolo della responsabilità civica dell’originario Comune di Pellaro? La struttura è ancora oggi in stato di completo abbandono e di incuria, nell’area latistante oltre alla vegetazione e un manufatto con copertura di cemento amianto, per quanto possibile vedere, è interessata dal deposito di centinaia e centinaia di bottiglie di birra di vetro in gran numero frantumate, oltre a rifiuti urbani tra la vegetazione. Nell’interesse della collettività l’ANCADIC rinnova la richiesta al Sindaco del Comune di Reggio Calabria di disporre oltre alla ricostruzione, trattandosi di struttura post terremoto 1908, dell’intero edificio e il riposizionamento dell’orologio, la solerte pulizia dell’area latistante con la rimozione immediata, previo verifiche, dell’eternit anche in considerazione che il rilascio di fibre di cui è composto può determinare danni alla salute dell’uomo, in questo caso soprattutto alla salute della adiacente popolazione scolastica “Scuola Media Don Bosco”. È quanto scrive in una nota  Vincenzo CREA, Referente unico dell’ANCADIC e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”.

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