Cronaca

Pericolosità ponte Pilati, Ancadic: "Ben vengano le prove di carico, ma le indagini visive avrebbero dovuto suggerire immediati interventi"

di Redazione - 21 aprile 2021 10:30

Con richiesta del 18 ottobre 2018 l’ANCADIC chiedeva ad alcune competenti Istituzioni, tra cui al comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria, un urgente accertamento tecnico per certificare lo stato di pericolo per la circolazione veicolare e pedonale rappresentato dalle condizioni di forte degrado del ponte stradale di Pilati ex ANAS Ss 106 attraversamento sul torrente “Tuccio” e la immediata chiusura al transito fino alla messa in sicurezza. Il tutto a salvaguardia della circolazione stradale e della pubblica e privata incolumità.

"L’Amministrazione comunale di Melito Porto Salvo a seguito del tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria che hanno certificato la pericolosità da noi segnalata, con ordinanza sindacale ha provveduto a chiudere al transito veicolare e pedonale la viabilità sul ponte stradale in parola in attesa dell’esito delle verifiche tecniche da eseguire.

Successivamente, in data 8 novembre 2018 con ordinanza n. 26 il Sindaco del Comune di Melito Porto Salvo, visto che le prove di carico sul ponte Pilati avevano fornito buona risposta e durante la prova di carico il ponte non aveva mostrato alcun segno di cedimento ha ordinato la riapertura del ponte consentendo il transito dei veicoli e dei pedoni.

E’ di sabato 17 aprile u.s. la notizia del sequestro preventivo d’urgenza dell’infrastruttura disposto dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria perché ritenuta pericolosa. Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Melito di Porto Salvo.

Fa pensare che siano stati effettuati prove di carico sul ponte che hanno portato alla riapertura della viabilità come indicato nella sopra citata ordinanza sindacale e oggi apprendiamo dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa dagli inquirenti che gli accertamenti “sono stati fatti in particolare nella parte superiore del ponte e non nella parte sottostante”. Orbene visto che l’intero impalcato presentava una evidente condizione di forte degrado generale visibile a chiunque guardasse dall’alveo del torrente verso l’alto riteniamo pur essendo persone non dotate di apposita competenza tecnica in materia che non esistono prove da eseguirsi nella parte sottostante del ponte, ma un’indagine visiva che avrebbe dovuto suggerire gli interventi immediati da eseguirsi a prescindere dalle prove di carico che comunque andavano sempre fatte anche in considerazione che ben venga qualsiasi accertamento che dia maggiore garanzia e sicurezza sull’opera oggetto di indagine.

Il ponte stradale era attraversato ogni giorno da numerosi mezzi leggeri e pesanti, veicoli con famiglie e merci a bordo e dallo scuolabus, i quali oggi a seguito del doveroso provvedimento di sequestro si debbono obbligatoriamente avvalere della adiacente Ss 106 utilizzando il pericoloso bivio di Pilati di cui questa associazione ne ha più volte richiesto la messa in sicurezza.

Al riguardo durante la chiusura del ponte in argomento avvenuta nell’ottobre del 2018 il sindaco aveva richiesto la presenza al bivio di Pilati degli agenti di polizia stradale durante gli orari di apertura e chiusura della scuola elementare di Pilati per consentire allo scuolabus l’immissione in sicurezza sulla Ss 106 costruita in variante alla ex 106 dismessa e consegnata al Comune di Melito di PS..

Anche in considerazione di ciò, fermo restando le autonome valutazioni e determinazioni delle competenti istituzioni, a nostro avviso lo stato dell’arte in cui versa l’intero ponte a più campate e tenuto conto che lo stesso è molto datato, opera ultra centenaria, consiglierebbe procedere alla demolizione e alla ricostruzione dell’opera e non al ripristino manutentivo anche perché le norme sismiche sono cambiate da illo tempore e la spesa sarebbe notevolmente aumentata. L’intervento risolutivo dovrebbe avvenire con procedura commissariale progettazione, appalto ed esecuzione, in sintesi come quella adottata per la realizzazione del ponte Morandi di Genova". E' quanto scrive Vincenzo CREA, Referente unico dell’ANCADIC e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”.

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