Politica

Irto: “Sul PNRr serve il contributo delle Università calabresi”

“Serve maggiore sinergia rispetto al passato e la politica deve offrire agli Atenei percorsi reali di contatto con il mondo del lavoro che possano dare ai giovani calabresi la possibilità di restare in Calabria”

di Redazione - 24 novembre 2021 10:11

«Le risorse del PNRr rappresentano per il Sud e per la Calabria probabilmente l’ultima occasione per recuperare il divario con il Nord del Paese e dell’Europa e offrire una concreta possibilità di sviluppo alla Regione e ai suoi giovani. Per questo occorre una programmazione seria, condivisa e in grado di avere concrete ricadute sul territorio».

Ad affermarlo è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Nicola Irto.

«Non possiamo permetterci errori – ha affermato ancora Nicola Irto – E per questo condivido l’appello arrivato dall’Anci Calabria in ordine al coinvolgimento delle Università calabresi alla stesura del programma didi investimenti. Serve l’apporto delle energie migliori in questa fase e un confronto a 360 gradi tra tutti gli attori istituzionali per stilare le priorità e le modalità di investimento».

«L’occasione può essere utile anche per ripensare il rapporto tra Regione e Università – prosegue Irto – Serve maggiore sinergia rispetto al passato e la politica deve offrire agli Atenei percorsi reali di contatto con il mondo del lavoro che possano dare ai giovani calabresi la possibilità di restare in Calabria e mettere a frutto qui le competenze acquisite durante il percorso di studi. Continuando a perdere le nostre energie migliori anno dopo anno, di fatto, cancelliamo il futuro della nostra Regione. Anche da questo punto di vista – conclude Irto – il momento della concertazione per la stesura del PNRr può servire a inaugurare una nuova fase che consenta di non ripetere i drammatici errori che, spesso, sono stati compiuti con la programmazione della spesa dei fondi comunitari. La disponibilità dei fondi si misurerà su un aumento del PIL della nostra Regione, misurato sulle politiche di inclusione al lavoro e la capacità di innovare sui temi della transizione ecologica e digitale, tutti i processi delle P.A., delle imprese e anche di orientare la formazione verso percorsi culturali e professionalizzanti ad alto impatto sociale e economico».