Attualità

Donne: la libertà e il potere delle scelte

In occasione della Giornata internazionale un elogio alle donne, alla battaglia che ha portato all’emancipazione

di Benedetta Mangione - 08 marzo 2020 08:31

Tu uomo, sai cosa significa essere donna? Tu uomo, che singolarmente non sempre sei colpevole, ma appartieni all’altro sesso, il sesso “forte”, tu che hai abusato dell’etichetta e del potere che la società ti ha concesso per puro bigottismo, lo sai?

Non mi voglio prestare alla banalizzazione della “festa della donna” - come superficialmente viene definita - oggi intesa come un’occasione per evadere una sera dalla routine matrimoniale. Ma saranno poche righe dedicate al ricordo, un breve percorso nella storia, un elogio alle donne e un inno alla libertà.

L’8 marzo è una data che storicamente rappresenta una conquista, non si ricollega ad un unico evento, ma racchiude un percorso di battaglie e sacrifici. È una data che fu stabilita in uno scenario storico fatto di guerre, di cambiamenti e rivoluzioni, scenario nel quale la donna si è guadagna con fatica i diritti di cui oggi godiamo e che forse spesso vengono svalutati.

La storia sui Diritti delle Donne nasce dai movimenti femminili socialisti, sviluppati nei primi del novecento e diffusi pian piano in tutto l’occidente. Si compone di diversi momenti importanti come cortei, conferenze, manifestazioni, in cui si trattarono tutti i grandi temi per i quali le donne si sono battute con passione e determinazione: lo sfruttamento del lavoro, la discriminazione di genere, il diritto al voto. Furono momenti storici fondamentali, che videro l’ottenimento, ad uno ad uno, di questi poteri. Le donne si spogliarono della paura e iniziarono a rivendicare i propri diritti, la propria identità e iniziarono ad avere una voce. 

Nel mondo la giornata della donna assunse in quegli anni connotazioni, nomi e persino date diverse, cavalcando sempre l’onda degli innumerevoli eventi che hanno contraddistinto la prima metà del novecento, coma la guerra e l’industrializzazione.

In Italia la nascita del vero movimento femminista avvenne più tardi rispetto agli altri paesi, solo negli anni Settanta. A Roma L'8 marzo del 1972 in Piazza Campo de Fiori si svolse la manifestazione della festa della donna. L’anno successivo, l’8 marzo del ‘75, in tutto il mondo i movimenti femministi manifestarono insieme per l’emancipazione e l’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne.

È solo un breve cenno superficiale, ma utile forse ad arricchire questo giorno di significato.

Nulla alle donne è stato donato, è tutto frutto di una battaglia.

Oggi le donne godono del potere della libertà, un potere che le vede mamme, mogli e donne in carriera, autonome e indipendenti, ma ancora vittime di altre forme di limitazione e oppressione. Perché il cancro del maschilismo e del “moderno patriarcato”, fatto di uomini violenti, piccoli e insicuri, è difficile da sradicare completamente.

Perciò care donne, quando vi sentite inferiori, inadeguate, brutte, incapaci, quando colpite altre donne, quando svalutate la vostra anima o il vostro corpo, quando qualcuno tenta di sovrastarvi, di abusare di voi, di privarvi della vostra libertà, di denigrarvi. In quei momenti care donne, ricordatevi di chi ha combattuto PER voi, lasciandovi questa eredità, di chi ha combattuto INSIEME per un mondo più giusto, un mondo fatto di uguaglianza e di parità, in cui la donna non scende a compromessi e l’uomo dandole pieno potere, non viene comunque mai meno alla galanteria e al rispetto.

Care donne non siate mai stanche di combattere.