Cultura

Covid, la cultura non si ferma: Le Muse presenta la “Scultura per rinascere”

Il Presidente della laboratorio d’arte Le Muse ha presentato la “Scultura per rinascere“ della fotografa e scultrice Marinetta Saglio

di redazione - 20 aprile 2020 18:01

L’associazione culturale ” Le Muse Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria, continua la sua quarantena ma, al tempo stesso, svolge la sua attività, mettendo da parte gli incontri domenicali e promuovendo eventi, divulgando l’arte di pittori, scultori fotografi del panorama italiano.

Il presidente Giuseppe Livoti ricorda che nonostante questo stop obbligato, che mortifica ed annulla gli innumerevoli sforzi in questi anni, i momenti già vissuti nel tempo, ricchi di convivialità e di crescita dei suoi numerosi soci, non mancano gli stimoli culturali e, soprattutto, artistici, volti anche a porre l’attenzione di grandi personalità della cultura con i loro messaggi, sul periodo che stiamo vivendo. Interessante il simbolismo plastico- di Marinetta Saglio – fotografa dei divi e scultrice di successo, che, proprio in queste settimane ha realizzato una –Scultura per rinascere-.

Per noi delle Muse ricorda Giuseppe Livoti – Marinetta Saglio appartiene anche alla nostra storia, storia recente, in quanto già premiata nello scorso mese di ottobre con il “Premio Muse Ventennale” che vede il sodalizio ormai da tanti anni, dare un riconoscimento a chi ha effettivamente lasciato una traccia indelebile nella storia umana, artistica, culturale, sociale, sportiva o nel mondo dello spettacolo. Da critico d’arte Livoti, non poteva non amplificare il messaggio dell’inedita opera dell’artista Saglio. Un cuore ideale, costruito su un equilibrio di esili corpi è l’idea narrante della realizzazione, scultura, in cui esili corpi diventano, forza, coraggio e tensione armonica in un bronzeo “tutt’uno organico”. L’idea della continuità delle braccia, che non “trattengono” ma “sostengono” questo vuoto di forma, conserva per Livoti il senso che Marinetta Saglio ha voluto dare all’opera: un voler riprendere quella “sospesa danza della vita” che Matisse realizzò nel 1910. Cuore che è forza ma, anche, centro della mente umana, sintesi di spiritualità e voglia di ricominciare. Una micro fusione che si si augura possa essere realizzata in una dimensione –urbana-, collocandola in un prossimo futuro, magari nelle piazze d’Italia per fare memoria dei numerosi decessi che il Covid ha generato. “Mettevo le luci, mettevo in posa la persona, poi guardavo gli occhi e, nel momento in cui questi occhi mi parlavano, io scattavo” In questo modo Marinetta Saglio Zaccaria, con le sue fotografie, ha catturato l’anima di personaggi del mondo della moda come Versace, Armani, Ferrè, Valentino, del mondo dello spettacolo come Fellini, Julia Roberts, Raffaella Carrà, Renato Zero, Ornella Vanoni, Eleonora Giorgi e tantissimi altri personaggi. Vissuta e cresciuta a Napoli, città che ama moltissimo, Marinetta ha frequentato il Liceo Artistico e la Facoltà di Architettura, alla fotografia è approdata per caso. Trasferitasi a Roma dopo il matrimonio, il direttore di un piccolo giornale, amico di suo marito, le chiede di fare delle foto. Ha iniziato così a realizzare una serie di servizi fotografici. Fu mandata, un giorno, a Cinecittà per fotografare Fellini, si ritrovò in uno studio buio, dove in un angolo c’erano due lampade per il cinema, usò quel tipo di illuminazione anche in seguito per altri soggetti, in altri ambienti. Mentre scatta fotografie e continua a dire a tutti che lei non è una fotografa e che vuole diventare un architetto, Marinetta incontra sul suo cammino Eleonora Giorgi, attrice, moglie di Angelo Rizzoli. La Giorgi, dopo il primo servizio, definito” il più bello della mia vita”, non la lascia più e le apre le porte dei più importanti giornali italiani: Amica, il Corriere della Sera, tutti i giornali della Rizzoli, poi il campo si allarga all’Espresso, Gente, Oggi, etc. Ha fatto manifesti per spettacoli teatrali di Barbara De Rossi, di Massimo Ranieri. La copertina dell’ultimo disco di Ornella Vanoni.