Cronaca

Agguato mafioso a Pesaro, ucciso calabrese sotto protezione

di redazione - 25 dicembre 2018 23:56

È un calabrese di 51 anni, Marcello Bruzzese, l’uomo ucciso questo pomeriggio in una stradina del centro storico di Pesaro. 

Dal massimo riserbo che mantengono gli inquirenti è trapelato che l’uomo era sotto protezione perché fratello di Girolamo Biagio Bruzzese, ‘ndranghetista pentito e dal 2000 collaboratore di giustizia. 

Nel 1995, in provincia di Reggio Calabria, Bruzzese, allora 28enne, rimase gravemente ferito, colpito allo stomaco in un agguato che costò la vita al padre Domenico e al genero di quest’ultimo, Antonio Maddaferri. Sposato e con due figli, si era trasferito con la famiglia in un appartamento al numero 28 di Via Bovio. Una persona gentile e riservata, secondo i vicini di casa.

Non ci sono dubbi sull’origine mafiosa dell’agguato: i due killer, a volto coperto, hanno atteso che entrasse nel garage, il cui ingresso è attiguo a quello del condominio, e hanno sparato usando pistole automatiche. Almeno 24 i bossoli calibro 9 ritrovati a terra dal personale della scientifica, 15 andati a segno secondo il primo esame sul cadavere: l’uomo non avrebbe avuto nemmeno il tempo di rendersi conto di quanto stava succedendo.

    Un agguato portato a termine con estrema rapidità: i due killer sono fuggiti a piedi, al momento facendo perdere le proprie tracce. Una volta scattato l’allarme, le forze dell’ordine hanno istituito posti di blocco. 

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