Cronaca

Chiusura Hospice, interessi di forze occulte? Il CDA chiede incontro urgente con l’ASP

di Lucia Laface - 10 luglio 2019 14:52

Come già anticipato ieri e confermato oggi, il Consiglio d’Amministrazione dell’Hospice annuncia la chiusura della struttura dal 15 luglio prossimo e lo fa in una conferenza stampa a Palazzo San Giorgio gremita di cittadini, familiari di pazienti che purtroppo hanno avuto bisogno delle cure della struttura, ma anche istituzioni e organi di stampa. 

Il presidente Vincenzo Trapani Lombardo illustra i motivi che hanno portato a questa dolorosa decisione:

“Oggi, purtroppo, non avendo un contratto per il 2019, non avendo più disponibilità economiche, siamo costretti a partire da lunedì a non accettare ulteriori ricoveri e non accettare ulteriori pazienti in assistenza domiciliari. Non vuole essere assolutamente una chiusura da parte nostra, è invece una richiesta di apertura all'ASP, una richiesta di un incontro per poter firmare un contratto per il 2019, per regolarizzare tutta la situazione pregressa, e stabilire un piano di rientro. La chiusura dell’Hospice è una gravissima perdita perché il servizio di eccellenza che viene fornito a livello sanitario, psicologico, spirituale e sociale per tutti i malati e le famiglie che stanno all'interno, è un servizio molto importante. Io ho una esperienza ospedaliera, so cosa significano gli ultimi giorni di vita in ospedale, so cosa significa il ricovero in Hospice, e so la differenza di attenzione, come viene curato l'aspetto relazionale con il paziente e con i suoi familiari e quanto questo è importante soprattutto nei momenti più importanti della propria vita, perche l’hospice non è un posto dove si va a morire, l’ Hospice è un posto dove si esaltano  i momenti principali della vita. L'idea di non occuparmi più della fondazione è un'idea che mi rattrista molto, proprio perché ci credo della missione che svolge l’Hospice su questo tipo di malati e con questo tipo di personale che è un personale estremamente qualificato. Queste sono i due unici punti di riferimento che secondo me devono essere mantenuti in una futura gestione. La nostra gestione è stata assolutamente lineare e trasparente in cui c'è un CDA compatto che presta la sua attività in maniera assolutamente gratuita te solamente per uno spirito di servizio. L’ Hospice da quando è nato  ha sempre avuto una vita così travagliata. Ci deve essere qualche motivo che non lo fa vivere in maniera adeguata, probabilmente ci sono altri interessi nella gestione e questo è giusto che vengano fuori perché probabilmente riescono a gestirlo meglio”. 

"Come fondazione - ha aggiunto Trapani Lombardo - siamo anche pronti a metterci da parte qualora l'Asp ritenga inadeguata la nostra gestione manageriale e cederla ad altri a patto pero' che vengano mantenute le alte professionalita' maturate in questi anni e i livelli occupazionali".

Al momento la gestione annuale dell'hospice di Reggio Calabria costa complessivamente circa 2 milioni di euro con un personale di 50 unita' e una gestione di circa 40 pazienti.

Della stessa idea il vice presidente del CDA della Fondazione, Salvatore Vita, “Temiamo che ci siano forze occulte che remano contro l'hospice, perche' i fatti descritti dall'Asp di Reggio Calabria non sono reali, ci sono delle inesattezze. Una sorta di ostracismo che non comprendiamo, eppure nel corso degli anni abbiamo avuto anche rappresentanti dell'Asp nel cda della fondazione. Non ci riconoscono determinate prestazioni e manca la firma sul contratto per il 2019".

La Fondazione oltre ai compensi ricevuti dall’Asp per i servizi erogati, riesce ad andare avanti grazie alle donazioni che in questi anni hanno aiutato in maniera significativa il proseguimento dell’attività:  “le donazioni e tutti gli eventi che sono stati fatti sicuramente ci hanno dato una mano per non chiudere in tante occasioni - ha aggiunto il presidente - e ci hanno consentito di andare avanti  ma fino a un certo punto. Io devo ringraziare tutta la città di Reggio Calabria, sono veramente commosso per questo perché in questi anni abbiamo avuto manifestazione di affetto e di sincera gratitudine da parte di tutti, da parte di tutti quelli che sono i parenti dei pazienti ricoverati evda parte di tutti gli amici che sono accanto a noi”.

Si spera quindi che in queste ore l’ASP risponda alla richiesta della Fondazione e che dia seguito a quello che la struttura oggi rappresenta, un punto di riferimento prima di tutto per i pazienti che hanno bisogno di essere accompagnati dolcemente fino all’ultimo respiro e poi perché le cure palliative sono un diritto fondamentale dell'essere umano, non si tratta solo di somministrare antidolorifici, ma di prendere in carico il dolore totale del paziente e della sua famiglia, anche mediante supporto psicologico e spirituale.

Categoria : Cronaca Tag : hospice reggio chiusura