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Germanò (MNS), Reggio affonda e Falcomatà continua con le bugie

di redazione - 09 febbraio 2019 09:59

"Come al solito, di fronte all’evidenza del fallimento della sua gestione, il sindaco Falcomatà e la sua sgangherata maggioranza tentano di imbrogliare i cittadini raccontando bugie, se la squagliano di fronte alle proprie responsabilità, come se avessero iniziato a gestire il Comune soltanto da ieri e non da quasi cinque anni" afferma in una nota Il Commissario MNS Franco Germanò.

"Intanto, un’amministrazione davvero trasparente dovrebbe fornire risposte chiare sulla propria gestione, al di là dell’interpretazione sulle procedute attivate, perché lo si deve ai cittadini. Non ci crede più nessuno, peraltro, che le incapacità di Falcomatà e compagni siano da giustificare con il sempre più stantìo richiamo a chi c’era prima di loro. E allora basta con le bugie, i reggini sono stanchi di una città allo sbando, di strade abbandonate da anni, di acqua che non arriva nelle case nonostante la presa in giro del miracolo Menta, di servizio raccolta rifiuti che non funziona, di attività commerciali costrette a chiudere, di migliaia di giovani che scappano via in cerca di miglior fortuna perché qui hanno visto distrutta ogni speranza di futuro da una classe dirigente improvvisata, incapace di immaginare una prospettiva di crescita per gli anni a venire. Basta con la favoletta che tutto è fermo perché non ci sono soldi. 

Tutto è fermo, invece, perché hanno preferito far affondare la città per puro folle tornaconto politico e poter continuare a dire che non possono intervenire perché c’è stato il famoso “buco di bilancio” che hanno ereditato. E allora è necessario che Falcomatà faccia chiarezza su alcune vicende. Quando lui si è insediato il disavanzo di amministrazione certificato dai Commissari Straordinari e dalla Corte dei Conti al 31.12.2012 (ultimo anno della gestione del centrodestra) era pari a € 110.918.000, che con il consuntivo al 31.12.2014 (quindi gestione Falcomatà) diventano € 172.810.655. A fronte di tale disavanzo di amministrazione, i Commissari avevano lasciato in eredità al giovane sindaco le risorse provenienti dal piano di riequilibrio, che aveva portato nella casse del Comune liquidità per € 253.100.000, di cui € 187.500.000 appunto per pagare fatture non onorate e saldare i debiti derivanti dalla mancanza di disponibilità di cui tutti gli Enti Pubblici hanno sofferto e continuano a soffrire per i diminuiti trasferimenti da parte dello Stato. 

E allora, caro Falcomatà, come mai i debiti della sua amministrazione anziché diminuire grazie alle risorse straordinarie provenienti dal piano di riequilibrio, sono invece aumentati fino a diventare, come da egli stesso affermato, € 241.000.000? Che uso ha fatto dei 253.000.000, soldi liquidi giunti nelle casse del Comune per sanare il bilancio? Quali azioni ha prodotto a favore della città, quali sono gli investimenti che ha attivato e che hanno causato il debito prodotto dalla sua amministrazione? Spieghi Falcomatà che fine hanno fatto le risorse già iscritte a bilancio per le attività di manutenzione ordinaria (stradale, del verde pubblico, dell’illuminazione…) e oggi misteriosamente scomparse. 

Se è vero che circa due anni fa ha approvato e sottoscritto il contratto di servizio con Castore e Polluce (poi fuse nella sola Castore) che prevedeva un preciso piano industriale sulla scorta delle risorse appositamente destinate nel bilancio comunale, quelle risorse pari a diversi milioni di euro c’erano o non c’erano? Perchè se c’erano, deve spiegare come mai ad oggi sono state assegnate a Castore risorse pari solo a circa 1,5 milioni di euro, rendendo praticamente inattiva la società. Se invece non c’erano, allora ha sottoscritto un atto pubblico palesemente falso. Il risultato di tutto ciò è che le manutenzioni ormai da anni non vengono garantite e la città sta vivendo, anche da questo punto di vista, il periodo più buio della propria storia. 

Spieghi Falcomatà che fine hanno fatto gli introiti della TARI, considerato che l’AVR afferma di non aver incassato quanto fatturato e che, allo stesso tempo, la Regione minaccia di commissariare il Comune non avendo ricevuto quanto dovuto per gli oneri di conferimento dei rifiuti solidi urbani relativamente agli anni di gestione Falcomatà. Su queste cose siamo pronti al confronto pubblico. Accetti Falcomatà, per una volta, di confrontarsi davanti alla città e renda conto delle sue attività amministrative. Non sfugga più addossando sempre e comunque le responsabilità del suo fallimento a chi c’era prima di lui. Se accetterà il confronto, magari potrà farsi supportare dal nuovo dirigente delle Finanze della Città Metropolitana, il Dott. Cuzzola, che egli ha nominato evidentemente riponendo in lui grande fiducia, che è stato il dirigente comunale che ha redatto quei bilanci nei quali il sindaco ha più volte visto il famoso “buco”.

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