Cronaca

Grave atto intimidatorio al sindaco di Cinquefrondi, numerosi i messaggi di solidarietà

di Lucia Laface - 07 dicembre 2018 14:30

Indagini serrate dei carabinieri della compagnia di Gioia Tauro per individuare gli autori delle minacce al sindaco di Cinquefrondi (RC) Michele Conia. Nella notte tra mercoledì e giovedì alcune persone non identificate, dopo aver forzato una finestra, si sono introdotte in una casa di campagna di proprietà del padre del primo cittadino e, dopo avere danneggiato alcuni mobili, hanno tracciato sul muro esterno dell'abitazione alcune croci con a fianco le iniziali del sindaco. Conia ed il padre hanno denunciato l'accaduto subito ai carabinieri. 

“Non è successo niente! Dopo una lunga notte passata a riflettere arrivo alla conclusione che non è successo niente - ha dichiarato il primo cittadino in un post su Facebook- non è successo niente perché tanto continuerò a fare tutto come prima, perché chi compie questi atti non può pensare di ottenere qualcosa nemmeno per un secondo, non è successo niente perché chi agisce di nascosto è il niente. Non è successo niente perché ho sentito il calore e la vicinanza di tanti amici veri, perché ho visto tante e tanti cittadini della mia comunità immediatamente e pubblicamente reagire così come anche tante associazioni, non è successo niente perché ho sentito e sento con me donne e uomini da tutte le parti d'Italia, non è successo niente perché anche i miei oppositori (Cascarano e Galimi) mi hanno subito fatto sentire la loro vicinanza, non è successo niente perché subito le forze dell'ordine mi hanno incoraggiato e sono stati vicini a me e alla mia famiglia, non è successo niente perché al mio fianco ho sorelle e fratelli veri ed oggi noi torneremo a camminare alla luce del sole e a testa alta mentre voi continuerete a nascondervi codardamente perché voi siete il NIENTE”.

Numerosi i messaggi di solidarietà: 

Potere al Popolo! Reggio Calabria “ Conoscendo la tempra e l’abnegazione di Conia, siamo certi che gli autori e i mandanti di questa operazione, tesa a impaurire il sindaco e a farlo arretrare dalla sua amministrazione della cosa pubblica improntata alla salvaguardia del bene comune, non otterranno ciò che si erano prefissati.

“Un atto gravissimo per le modalità di esecuzione e per il significato che esprime”, sono le parole del Sindaco della Città Metropolitana, Giuseppe Falcomatà, non appena appresa la notizia dell’intimidazione subita dal Primo Cittadino di Cinquefrondi, Michele Conia.

“Forzare un’abitazione privata e lasciravi messaggi di morte – ha proseguito Falcomatà – sono due azioni vili e criminali che non intimidiranno, ne sono certo, Michele Conia, al quale invio tutta la mia solidarietà come Sindaco e, ancor prima, come uomo e cittadino. Violenza, prevaricazione, illegalità non devono trovare spiragli nella nostra terra. Il sindaco Conia deve andare avanti nella sua azione amministrativa, temprato dalla vicinanza delle Istituzioni e della società civile tutta, non solo di Cinquefrondi, ma dell’intera area metropolitana”.

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