Attualità

Maria Antonietta Rositani, ad un anno dalla violenza le parole di speranza della figlia

La figlia della donna bruciata viva dal marito racconta la sua storia e lancia un messaggio di speranza

di Benedetta Mangione - 12 marzo 2020 11:14

“È già passato un anno.. Un anno in cui si è stravolta la mia vita, in cui mi sono dovuta fare forza e andare avanti... Un anno in cui ho imparato ad apprezzare tutte le piccole cose.. Un anno che torno a casa e non ci sei tu che mi prepari la cena e ti siedi con me domandandomi come sia andata la giornata.. Un anno in cui mi alzo la mattina e non sei qui a darmi il solito bacio del buongiorno..”. 

Inizia così il discorso a cuore aperto fatto dalla figlia di Maria Antonietta Rositani, la donna bruciata viva dal marito nel marzo del 2019, ancora ricoverata all’ospedale di Bari. Ad un anno di distanza dall’atroce violenza, la ragazza racconta la sua storia, dedicando parole emozionanti alla madre e a tutte le donne che sono vittime di violenza, lanciando un messaggio di speranza e unione.

“Un anno fa mio padre ha tentato di stravolgere la mia vita evadendo dalla sua abitazione di Ercolano, in cui si trovava agli arresti domiciliari per maltrattamenti in famiglia, dando fuoco a mia madre e al mio cagnolino. Inizialmente mi ponevo tante domande: perché?? E se ci fossi stata anche io in macchina quel giorno ? E se ci fosse stato anche mio fratello? Perché ha deciso di distruggermi così? Perché mi ha fatto così male? E se mamma moriva???? Beh.. ho imparato che è meglio non porsi certe domande perché l’unica cosa a cui devo pensare adesso è CONTINUARE A ESSERE FORTE! nonostante tutto,IO SONO QUA! La mia famiglia è qui,MIA MAMMA è con me! Più uniti di prima! E si! Siamo qua.. SEMPRE FORTI! Siamo forti come lo è stata mia madre!

Quando lo scorso 12 marzo mio padre gli gettó la benzina di sopra e gli disse: MUORI. Lei con la SUA FORZA rispose: NO, IO VADO DAI MIEI FIGLI! E lui scappó via, per essere ritrovato la sera dopo fuori da una pizzeria mentre si mangiava un pezzo di pizza. Questa è la mia storia, la storia DELLA MIA FAMIGLIA. La storia DI UNA MADRE CORAGGIO CHE TUTT’ORA COMBATTE DAL SUO LETTO D’OSPEDALE DI BARI! Ma è anche la storia di tutti, di tutte le persone che hanno preso a cuore me e la mia famiglia. Ma è anche vero che è solo una delle tante storie di violenza! Ho scritto brevemente la mia storia per ricordare che queste cose accadono ancora oggi e che bisogna LOTTARE PER FAR SÌ CHE QUESTE TRAGEDIE NON ACCADANO!”

Conclude infine la giovane - “La mia mamma è sopravvissuta fortunatamente, ma quante donne sono morte per mano di un UOMO? diciamo BASTA ALLA VIOLENZA SULLE DONNE! Io non dimenticherò mai quel 12 marzo in cui mi vennero a prendere a scuola dei carabinieri in borghese per tenermi al sicuro, da mio padre.”.