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Maria Antonietta Rositani, tra tante sofferenze, sostiene le donne: “Denunciate, vi starò vicino”

Maria Antonietta Rositani continua la sua lotta, su Facebook la riflessione sulla sua situazione e l’appello a tutte le donne

di Benedetta Mangione - 24 aprile 2020 15:43

Torna sui social con un nuovo messaggio Maria Antonietta Rositani, la donna e mamma brutalmente aggredita dal marito nel marzo del 2019. Dopo un anno trascorso all’ospedale di Bari, tra interventi e tante, troppe sofferenze, ora si trova nuovamente nella sua terra, ricoverata all’ospedale di Reggio Calabria. Maria Antonietta, tramite le sue dirette, mantiene un contatto con le persone che le vogliono bene, ma soprattutto lancia messaggi di speranza e forza rivolti a tutte le donne, lottando per la giustizia e per la vita.

Nell’ultima diretta Facebook Maria Antonietta racconta come sta vivendo questo momento particolarmente difficile anche a causa dell’epidemia di Covid19, tra le cure impeccabili di medici e infermieri. Coglie l’occasione per fare un appello alle donne vittime di violenza da parte del marito o del compagno, che ora, a causa della quarantena, sono chiuse in casa, senza via di fuga. Maria Antonietta accenna poi anche alle promesse fatte dal sindaco Falcomatà di garantirle sostegno e protezione, una protezione che lei non ha ancora visto. Di seguito le parole di Maria Antonietta:

“Buongiorno a tutti. Oggi mi sono collegata perché in tantissimi mi scrivono dicendomi “Mariantonietta, che è successo non ci vediamo da tanto, come mai?”, ora ve lo spiego subito. Purtroppo non sono stata tanto bene, nemmeno oggi mi sento proprio bene, però mi è sembrato giusto parlare un po' con voi e cercare di non pensare al dolore per un poco e pensare a voi e al fatto che mi siete sempre stati accanto, che perdete tanto tempo a scrivermi. Voi pensate che non ho dormito quasi niente in questi giorni proprio per i dolori forti che avevo. Però ringraziando Dio, dicono che le ferite vanno meglio i dottori, quindi incrociamo le dita e speriamo bene. Stavo pensando un po' in questi giorni, sono stata molto male, veramente ci ho pensato fino a stamattina, ho pensato un attimino a quello che ho passato, al perché. A quello che mi è successo, se si poteva evitare o meno e sono arrivata ad una conclusione. La mia conclusione è quella che tutto quello che è successo si poteva tranquillamente evitare, ma purtroppo lo Stato in questo caso ha avuto delle dimenticanze. Io non ce l'ho con loro per carità, perché io credo nella giustizia, però se lo Stato avesse preso in mano le mie denunce forse io oggi non ero qua.

Questo mi fa molto male, purtroppo tanto male, perché è un mese che sono qui a Reggio, mi trovo benissimo, i medici sono spettacolari, come se fosse casa mia. Come mi trovavo a Bari, la verità, tutti straordinari davvero mi hanno ridato la vita. Oggi, ora, mi ritrovo invece in quest'altro ospedale con i miei compaesani, mi trovo straordinariamente bene, tutti gli infermieri sono bravissimi, pure i nostri medici sono spettacolari. Che dirvi ho tanta fiducia il loro, tanta tanta tanta tanta. Dicevo che in questi giorni mentre ero qua che soffrivo perché i dolori erano forti, ho pensato un po' a tutto quello che mi è successo, però ho anche pensato un'altra cosa, ho pensato anche a tutte quelle donne che ora invece sono bloccate a casa spaventate come lo ero io, che si sentono in carcere nella propria casa, perché io mi sentivo così, carcerata in casa mia. E non posso sopportare queste cose io. Non ne posso sopportare, non è giusto soffrire. Vi prego donne andate a denunciare vostro marito, il vostro compagno, se abusa di voi non gli permettete di farvi del male. Non permettere, se hai dei figli di coinvolgerli in queste situazioni, non fate lo sbaglio che ho fatto io involontariamente, mia figlia è stata coinvolta, non lo fate sono traumi troppo brutti. Non lo fate.

Io avevo detto “sarò al vostro fianco”, nel momento in cui sarò in grado di poter essere autosufficiente in tutto, lotterò per i diritti della donna, lotterò per la violenza sulla donna, nessuno si deve permettere di violentare una donna. E soprattutto cercherò di starvi vicino se posso come già lo faccio, tramite messaggi, però i messaggi sono una cosa, parlare e vedersi faccio faccio un'altra. Questa è la verità. Voglio vivere, voglio vivere per i miei genitori, voglio vivere per i miei figli, voglio vivere per tutto".