Cronaca

‘Ndrangheta, investimenti cosche in ristoranti al Nord: 9 arresti

di Redazione - 08 novembre 2019 09:11

La Polizia di Stato di Milano, dalle prime luci dell'alba, ha eseguito in Lombardia e in Piemonte, un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 9 persone, tutte italiane, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere e trasferimento fraudolento di valori.

   Sequestrati beni per oltre 10 milioni di euro, tra cui quote societarie di alcuni ristoranti appartenenti alla nota catena di 'giro-pizza' Tourlè, riferibili, in prima istanza, ad un noto pregiudicato contiguo alla criminalità organizzata calabrese.

   Le indagini, condotte dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Milano e, nella fase preventiva, dai poliziotti della Divisione Anticrimine milanese, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, hanno consentito di far luce sugli interessi di soggetti contigui a cosche calabresi riguardanti il reinvestimento di denaro frutto di attività illecite, con immissione di grandi capitali nel circuito della grande ristorazione nel Nord Italia. 

Giuseppe Carvelli, alle spalle una cumulo di pene di 22 anni per traffico internazionale di stupefacenti, risaputi collegamenti con la ‘Ndrangheta dei Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia) e dei Pesce di Rosarno (Reggio Calabria) ma investimenti da milioni di euro in una catena di ristoranti estesa in tutto il nord italia. E’ questo il profilo del principale indagato nell’ambito dell’indagine Amleto Tourlé (dal nome della catena di ristoranti), indagine operata dalla squadra mobile di Milano e dalla divisione anticrimine della questura, e coordinata dalla Dda milanese con il servizio unità anticrimine e servizio centrale operativo della polizia,che rappresenta “un cambio di passo e un salto di qualità” nel modo di aggredire la criminalità organizzata “ormai diventata particolarmente raffinata”, come ha affermato il direttore del servizio centrale anticrimine, Francesco Messina, questa mattina in conferenza stampa: “E’ una nuova frontiera nell’azione di contrasto alla mafia - ha aggiunto -, che non abbandona l’azione di contrasto all’apparato militare delle organizzazioni mafiose ma attacca patrimoni e aree nelle quali la criminalità organizzata non esercita il potere militare, ma quello economico”.

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