Cronaca

'Ndrangheta, mani clan su politica e economia: 17 persone rinviate a giudizio

L’inchiesta “Libro nero” ha squarciato meccanismi perversi, rapporti pericolosi, legami inimmaginabili, tutte legate alla potente cosca dei Libri di Reggio Calabria.

di Lucia Laface - 08 luglio 2020 21:52

La Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha rinviato a giudizio 17 imputati del processo “Libro nero” scaturito dall'operazione  condotta nel luglio 2019 dalla squadra mobile e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, diretta da Giovanni Bombardieri, che ha portato alla sbarra esponenti e gregari della cosca di 'ndrangheta 'Libri', capeggiata da Antonino Caridi, genero del defunto boss 'don' Mico Libri, ma anche politici come Alessandro Nicolò, ex vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria - eletto, nella scorsa legislatura, con Forza Italia, poi passato a Fratelli d'Italia e allontanato dal partito dopo l'arresto, Tra gli imputati l'ex assessore regionale Demetrio Naccari Carlizzi, del Pd, che deve rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa, l'ex capogruppo del Pd in Consiglio regionale nella scorsa legislatura Sebastiano 'Seby' Romeo, accusato di tentata corruzione. Inoltre, tra i colpiti dal provvedimento con l'accusa di associazione mafiosa, vi è anche l'avvocato Giuseppe Putortì, affermato penalista, al quale gli inquirenti attribuiscono il ruolo di 'ambasciatore' dei capi della cosca Libri in carcere con i membri della 'ndrina in libertà.

Tra i rinviati a giudizio, per i quali la Procura ha chiesto un procedimento separato, non figurano i fratelli Demetrio e Francesco Berna, imprenditori edili molto noti in città, accusati di associazione mafiosa il primo, e di concorso esterno il secondo, il quale, immediatamente dopo il suo arresto ha iniziato a rendere testimonianza sul 'sistema Libri'.


Imprenditori, medici, 'ndranghetisti e politici, tutti insieme per condizionare la vita politica ed economica di Reggio Calabria e dintorni. 

L’inchiesta “Libro nero” ha squarciato meccanismi perversi, rapporti pericolosi, legami inimmaginabili, tutte legate alla potente cosca dei Libri di Reggio Calabria, che avrebbe avuto il potere di mettere sul tavolo migliaia di voti, utilizzati per favorire politici legati a doppio filo anche nelle ultime elezioni regionali del 2014. Ai mafiosi reggini sarebbero stati legati in tanti. Su tutti il consigliere regionale Alessandro Nicolò, accusato di associazione mafiosa, al quale gli inquirenti contestano di essere il referente politico non solo della cosca Libri, ma anche dei De Stefano-Tegano e di altre cosche del reggino, "alle quali assicurava benefici di vario genere: dai posti di lavoro, all'attribuzione di incarichi fiduciari nelle pubbliche amministrazioni, appalti, in cambio del sostegno elettorale".A conferma dei legami politici indissolubili, ci sono altri nomi di spicco nell’inchiesta, a partire da Demetrio Naccari Carlizzi, esponente del Pd, ex assessore regionale, cognato del sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. Naccari Carlizzi è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, avendo stretto, secondo gli inquirenti, un patto “stabile, solido e proficuo” con la cosca sia per le elezioni comunali che per le regionali.

L’inchiesta ha consentito di fare luce sui rilevanti interessi economici della cosca LIBRI, svelando il ruolo di affermati imprenditori asserviti totalmente alle volontà della consorteria criminale come soggetti intranei o concorrenti esterni.L’attività investigativa ha dimostrato come la cosca LIBRI, nell’ottica di un sempre maggiore ed efficace sviluppo dei propri interessi criminali, oltre ad essere perfettamente in grado di interferire nelle dinamiche economico/imprenditoriali locali, è stata allo stesso tempo capace di infiltrarsi in quelle politico/elettorali del territorio cittadino, gestendo un consistente bacino di voti, convogliandoli a favore di soggetti compiacenti, senza esclusione di schieramenti politici, nell’ambito di un rapporto sinallagmatico, destinato a favorire non solo la singola consorteria, ma il sistema ‘ndranghetistico nel suo complesso.

Gli imputati

Caridi Antonino, Naccari Carlizzi Demetrio, Nicolò Alessandro, Libri Giuseppe, LIBRI Rosa, Putortì Giuseppe, Pellicanò Saverio, Serranò Giuseppe, La Porta Giuseppe, Sartiano Stefano, Romeo Sebastiano,Romeo Francesco, Sarica Gianpaolo, Laganà Concetto, Presto Antonio, Repaci Pasquale,  Zindato Antonio