Cultura

Polo culturale "Mattia Preti", Falcomatá: presto nuovi libri da lascito famiglie reggine

“Italia indietro sul piano culturale per colpa di razzismo, odio e divisioni“

di Redazione - 05 novembre 2019 18:13

Il sindaco Giuseppe Falcomatà ha preso parte all’iniziativa “Promuovi…amo il Polo culturale Mattia Preti” che, nella sala “Calipari” del Consiglio regionale, ha raccolto numerosi studenti intervenuti all’evento promosso da Palazzo Campanella, dall’Ufficio scolastico regionale, dal Liceo artistico “Preti-Frangipane” e dai distretti Rotary “2100” e “Parallelo 38”.

Il pensiero del primo cittadino è subito andato ad Antonino Candido, il giovane vigile del fuoco reggino morto durante un intervento ad Alessandria: «Un figlio della nostra terra caduto nell’esercizio del proprio dovere». «Una tragedia – ha detto Falcomatà – che è un po’ la fotografia delle storie di tanti giovani della nostra città che, troppo spesso, sono costretti ad andare via e, una volta fuori, si distinguono per passione, impegno, dedizione per il proprio lavoro. Oggi è doveroso rendergli il giusto tributo».

Dopo aver ringraziato il Rotary per «l’impegno messo al servizio del territorio ed al fianco delle istituzioni», l’inquilino di Palazzo san Giorgio si è concentrato sull’importanza della sinergia fra gli enti che «non è una scelta, ma l’unica scelta che può consentire di risolvere molti problemi della nostra città». Un plauso, Falcomatà, l’ha poi rivolto al presidente del consiglio regionale, Nicola Irto, per «la cura, fin dal 2014, dedicata al “Polo Mattia Preti” contribuendo a renderlo la casa che custodisce il patrimonio culturale cittadino e calabrese».

Citando l’indimenticato Renato Nicolini, già professore dell’Università “Mediterranea”, il sindaco ha ribadito che «la cultura è un bene prezioso così come l’acqua». «E – ha spigato – come l’acqua deve costare poco ed essere accessibile a tutti perché è imprescindibile per la vita e per costruire sviluppo nei territori».

«Proprio la parola “accessibilità” – ha aggiunto il primo cittadino - ha caratterizzato la realizzazione di questo polo culturale che, in circa 40 mila volumi, racchiude la storia della nostra terra, della nostra identità, delle minoranze linguistiche, che include testi sulla ‘ndrangheta e sull’impegno di chi, con estremo sacrificio, ha combattuto per quella che il nostro questore, Maurizio Vallone, chiamerebbe “andrangheta”, ovvero con l’alfa privativa che sta a significare tutti quei condizionamenti che, purtroppo, hanno mortificato il nostro sviluppo. Credo, comunque, che ci sia ancora tantissimo da fare».

Da qui la proposta del sindaco per implementare e fare crescere il polo culturale “Mattia Preti”: «In questi anni, abbiamo ricevuto tantissime proposte di donazioni da molte famiglie reggine che, a seguito di un lascito, hanno espresso la volontà di voler consegnare alla città intere collezioni. Un segno bellissimo di apertura del proprio privato al territorio che avrà modo di crescere attraverso anni di arricchimento culturale fatto di volumi spesso storici e rari. Su questo aspetto possiamo aprire un ragionamento per ampliare il polo culturale che, ospitando anche questa mole di libri, potrà diventare un polo civico».

L’ultima riflessione del sindaco è legata a recenti fatti di cronaca che dimostrano quanto ancora ci sia da fare in campo culturale: «Il nostro Paese è troppo ignorante se, alle soglie del 2020, un ragazzo di colore viene fischiato per il semplice colore della pelle. E che sia italiano passa in ultimo piano; qui si parla di ignoranza rispetto a quelle che devono essere le condizioni minime di rispetto dell’individuo che, come recita la nostra Costituzione, passa a prescindere da orientamenti politici, religiosi e figuriamoci dal colore della pelle». Il riferimento è, ovviamente, ai cori razzisti che una parte dello stadio di Verona ha riservato al calciatore Mario Balotelli. Il successivo passaggio è sulle polemiche che hanno condito l’esperienza parlamentare di Liliana Segre, senatrice a vita, superstite dell’Olocausto e testimone diretta della Shoah: «L’Italia è un Paese che, evidentemente, non ha chiuso i conti col proprio passato nefasto se ancora non si riesce a trovare una visione unitaria e comune quando una persona, di oltre 90 anni con l'infame e abominevole marchio incisole dai nazisti sul braccio, è tenuta a proporre l’istituzione di una commissione per lavorare quale osservatorio su fenomeni di odio, razzismo ed esclusione sociale».

Il sindaco Falcomatà ha, quindi, parlato di un «Paese diviso, dove uno stesso servizio viene garantito ed erogato in maniera diversa fra Nord e Sud; un Paese profondamente ingiusto se un bimbo nato a Reggio Calabria deve essere privato della possibilità di accedere ad un asilo nido comunale a patto che, in quella città, non si riesce a garantire il servizio con trasferimenti esterni all’Ente atteso che quelli ordinari non ci sono».

«E’ un problema di mentalità – ha concluso il sindaco - da non affrontare in maniera tecnica e burocratica, ma con un preciso percorso culturale attraverso il quale ci salveremo puntando sui luoghi, come il “Polo Mattina Preti”, che vanno custoditi ed amati».

Categoria : Cultura