Cronaca

Processo Miramare, condannata l’ex assessore ai lavori pubblici Angela Marcianò

Un anno di reclusione è la pena inflitta dal giudice Sergi

di L.L. - 08 luglio 2019 18:35

Un anno di reclusione e pena sospesa: è questa la condanna inflitta oggi dal gup Giovanna Sergi per l’ex assessore Angela Marcianò, coinvolta nel processo “Miramare”, che ha scelto di essere giudicata con il rito abbreviato.

Nel corso della prima udienza il pm Walter Ignazzitto aveva chiesto 10 mesi di reclusione per i reati di abuso d’ufficio e falso ideologico. 

IL CASO MIRAMARE

Il processo Miramare nasce dall'inchiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, coordinata dal procuratore aggiunto Gerdardo Dominijanni, sull'affidamento da parte della prima giunta comunale reggina, guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, dei locali dell'albergo Miramare (di proprietà del comune) ad un'associazione culturale ritenuta vicino al primo cittadino.

L'indagine coinvolge anche gli assessori comunali dell'epoca (tranne Mattia Neto), il segretario comunale Giovanna Acquaviva, l'ex dirigente comunale Maria Luisa Spano' e il titolare dell'associazione 'il Sottoscala' che ha beneficiato, nel 2015, della delibera di assegnazione dell'albergo, Paolo Zagarella; tutti rinviati a giudizio con rito ordinario. I reati contestati a vario titolo sono: abuso d'ufficio e falsità materiale e ideologica. L'ex assessore reggino ha precisato ogni circostanza del suo operato, a volte in contrasto con quanto veniva deciso dalla giunta comunale, estendendo anche ad altre attività dell'ente. Fu poi estromessa dall’esecutivo di Palazzo San Giorgio innescando un’acerrima contrapposizione politico-relazionale all’interno del centrosinistra, e in particolare diventando nemica del sindaco Giuseppe Falcomatà.

Lucia Laface

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