Cronaca

Reggio, inaugurato presidio di Polizia presso il Pronto Soccorso dell’ospedale

Il prefetto Mariani: “L’inaugurazione di questo presidio è il segnale della presenza concreta dello Stato sul territorio, per ristabilire e rinsaldare la cornice di legalità necessaria alla società reggina”

di Lucia Laface - 02 ottobre 2019 11:41

Stamane, dopo qualche anno di attesa, il Prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani, alla presenza del Questore Maurizio Vallone, del Direttore Amministrativo del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” Francesco Araniti, del Direttore Sanitario Giuseppe Foti, del Direttore medico del presidio Matteo Galletta, ha inaugurato il presidio di Polizia presso il Pronto Soccorso del nosocomio reggino. Si tratta di una misura volta a potenziare le condizioni di sicurezza non solo di chi opera in ambito sanitario ma anche di chi beneficia di tali servizi.

“Il Pronto Soccorso, come in qualunque altra molte altre città, è un posto purtroppo di prima linea - ha dichiarato il prefetto Mariani-  perché ovviamente chi lavora qui, personale medico e paramedico, è chiamato a prestare la propria opera in situazioni di per sè concitate e purtroppo capita spesso che il Pronto Soccorso si trasformi in luogo di concitazione soprattutto da parte di alcuni facinorosi che poi molto spesso sfocia in fatti criminali  e aggressioni”.

I ripetuti atti intimidatori e gli svariati danneggiamenti, verificatisi nel recente passato, hanno penalizzato l’efficace azione amministrativa dell’Azienda Ospedaliera, provocando preoccupazioni sia agli utenti sia al personale medico e paramedico.

Il Prefetto stigmatizza le condotte violente che interessano il nostro territorio, in special modo quelle che colpiscono il personale sanitario che tutela e, al contempo, garantisce l’esercizio di diritti inviolabili, quale il diritto alla salute, affermando che “se ne è parlato anche in sede di comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica col presidente dell'Ordine dei Medici e diciamo che l’inaugurazione di questo presidio è il segnale della presenza concreta dello Stato sul territorio, per ristabilire e rinsaldare la cornice di legalità necessaria alla società reggina”.

Il citato presidio assicurerà una costante presenza degli agenti delle Forze dell’Ordine all’interno del nosocomio, realtà ospedaliera di prima importanza anche in relazione al notevole bacino d’utenza.

“Per noi è importantissimo essere vicini al pronto soccorso e avere il polso della situazione di quello che sta succedendo in un'emergenza - ha detto il questore Vallone- ed è importante essere presenti a difesa di una struttura ospedaliera importantissima per l'intera città di Reggio Calabria e a difesa dei medici, degli infermieri e di tutto il personale che ci lavora. Voglio ringraziare i vertici dell'ospedale con i quali c'è una grande sinergia istituzionale, sono stati disponibilissimi, mettendoci a disposizione questa struttura e insieme stiamo facendo tanti progetti, alcuni saranno pronti nei prossimi giorni, progetti molto importanti che garantiscono integralmente la salvaguardia della salute dei cittadini“.

Il posto di Polizia, abilitato anche alla ricezione delle denunce, si raccorderà costantemente con la Questura di Reggio Calabria. Il Presidio non sarà coperto durante la notte ma come garantisce il questore Vallone “stiamo cercando delle soluzioni tecnologiche che consentiranno a tutti i medici e a tutti i reparti di avere un collegamento diretto e istantaneo con la nostra sala operativa e possa intervenire in caso di bisogno. Stiamo studiando una tecnologia che ci consenta di avere degli strumenti informatici superiori rispetto alla telefonata al 113. Basterà pigiare un tasto anche attraverso uno smartphone personale del medico o dell' infermiere per potersi mettere in collegamento diretto con la sala operativa e poter lanciare un allarme che consentirà a noi di geolocalizzare il padiglione,  il piano o la stanza dove sta avvenendo la criticità e poter quindi intervenire immediatamente avendo anche cognizione di quello che sta succedendo”.


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