Attualità

Reggio, intitolate due nuove vie nel quartiere Archi

Falcomatà: "Un plauso ai "cittadini pensanti", il "seme" della speranza può dare frutti improntati a onestà e rispetto delle regole"

di redazione - 07 ottobre 2019 10:05

Duplice cerimonia d’intitolazione nel cuore di Archi, popoloso quartiere della periferia Nord di Reggio calabria. Le due nuove intitolazioni, la 63esima e la 64esima frutto del lavoro della Commissione Toponomastica comunale, hanno riguardato piazzetta dei Cittadini pensanti e via Anna Maria Fiorelli Lapini, fondatrice della Congregazione delle suore Stimmatine, o le Povere Figlie delle Sacre Stimmate di San Francesco d’Assisi. Le due assi viarie delimitano lo spazio in cui sorge il centro civico dedicato a Peppino Impastato, curato da anni appunto dalle suore Stimmatine dell'associazione Il seme della speranza; due arterie a ridosso del torrente Scaccioti in questo modo sottratte all’anonimato. Giornata di festa con tante famiglie e una nutrita rappresentanza di scout e associazioni, dopo la benedizione da parte del parroco della chiesa della Madonna Santissima del Carmelo, don Domenico Seminara. I giovani allievi del coro della scuola media Klearchos dell’Ic Falcomatà - Archi hanno intonato l’ Inno di Mameli; nei loro interventi suor maria Grazia, vicaria generale delle Stimmatine , suor Maria Stella, suor Maria Laura e poi Caterina Solendo, in rappresentanza dei residenti ‘storici’ della zona, hanno ricordato i grandi problemi affrontati senza mai lasciare spazio allo scoramento, non senza tracciare nell’occasione il nobile profilo della venerabile Anna Maria Fiorelli Lapini. 

 "Cinque o sei anni fa, quando nessuno di voi era nato, neanche questo luogo era nato – ricorda il sindaco della città, Giuseppe Falcomatà, rivolgendosi ai bambini che affollavano il cortile della struttura – voi siete nati perché mamma e papà vi hanno desiderato tantissimo. E anche questo luogo ha una mamma, anzi due, suor Elvira e suor Italia. Se non ci fossero state loro e tutti i ‘cittadini pensanti’ di questo quartiere, ben difficilmente ci ritroveremmo qui, in un posto in cui fino al gennaio del 2016 c’erano solo travi, sterpaglie e detriti. Per anni, le attività al servizio di bambini e famiglie sono state svolte in quel container colorato che vedete. Noi l’abbiamo lasciato qui, perché uno spazio funzionale è sempre utile, ma soprattutto per non dimenticare mai da dove veniamo, la strada percorsa e che, anche in un quartiere che indubbiamente ha tantissimi problemi, si può piantare il seme della speranza e possono nascere frutti belli e importanti". 

 Il sindaco ha anche ricordato le opere sul territorio, dal campo da calcio al nuovo Centro civico: "Lo sappiamo, si può e si deve fare molto di più. È sempre in questo spirito che, a fine mese, apriremo la palestra di Archi: ci si giocherà a pallacanestro, a pallavolo, sarà un punto di riferimento anche per la scuola". A margine della manifestazione, il sindaco ha effettuato insieme ai cittadini un sopralluogo alle case popolari Aterp, segnalando agli uffici dell’ente le problematiche riscontrate per un intervento.