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Reggio riabbraccia la sua Patrona: tantissimi i fedeli alla processione della Madonna della Consolazione

di Lucia Laface - 14 settembre 2019 14:01

Un rituale sempre uguale che si ripete da secoli, ogni secondo sabato del mese di settembre. Una processione religiosa e civile che celebra la Patrona della città di Reggio Calabria, la Madonna della Consolazione, che per le vie della città, nel suo cammino verso la Cattedrale, portata a spalla da oltre cento portatori, raccoglie suppliche e speranze dei tanti fedeli accorsi in preghiera, intonando canzoni di devozione alla vergine Maria. Bambini, giovani, adulti ed anziani, tutti a chiedere una mano consolatrice per sè o per i propri cari.

La vara abbraccia simbolicamente il suo popolo, tante le tappe, le più significative all’Ortopedico, al Policlinico e al Consiglio Regionale. E poi la tappa alla Piazza della Consegna, dove la Sacra effigie è stata consegnata alle autorità cittadine nel luogo che anticamente rappresentava l'ingresso della città, sulla strada del Santuario dell'Eremo, dove il quadro, venerato fin dal 1654, è custodito dai frati Cappuccini per nove mesi l'anno. È il rinnovarsi di una tradizione antica che lega i reggini alla Madonna della Consolazione. È qui che le autorità cittadine ecclesiastiche e civili, prendono in carico la Sacra Effigie che viene accompagnata in Cattedrale con la partecipazione di almeno 50 mila fedeli. Accanto all'arcivescovo mons. Giuseppe Fiorini Morosini, il sindaco Giuseppe Falcomatà, il prefetto Massimo Mariani, il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, forze dell'ordine, amministratori e rappresentanti istituzionali.

“Fratelli carissimi, ringraziamo Dio perché ci ha concesso anche quest’anno di ritrovarci insieme per questo appuntamento così ricco di emozione”. Con queste parole inizia il suo intervento l’arcivescovo mons. Giuseppe Fiorini Morosini. “Il nostro pensiero - aggiunge- va immediatamente a chi quest’anno è assente: chi è stato chiamato da Dio, chi è impedito per malattia, chi per lavoro, chi ha lasciato la nostra città, soprattutto giovani, per cercare lavoro. Li abbiamo tutti presenti nella nostra preghiera. In particolar modo vi invito a pregare per i sofferenti e i malati terminali, che hanno bisogno di non essere lasciati soli in questo loro ultimo tratto di strada in questo mondo. A loro bisogna garantire non solo quelle cure necessarie perché le loro sofferenze siano alleviate, ma soprattutto quel conforto e quella consolazione che tutti noi vorremmo avere in un momento così drammatico. Noi abbiamo in città un bene grande, che solo chi ne ha potuto usufruire l’aiuto, lo ha apprezzato. Mi riferisco all’Hospice, che dobbiamo sostenere in questa opera preziosa di consolare le persone in viaggio verso l’eternità. Come cristiani, dinanzi alla Vergine della consolazione dobbiamo moralmente opporci a quella cultura di morte, che sta tentando in tutti i modi di imporci l’accettazione della legittimità dell’eutanasia e del suicidio assistito. La Madonna della consolazione è qui per distribuire un conforto nel segno della difesa della vita umana e non nel segno della morte procurata. Un vero Stato di diritto deve garantire la cure palliative per tutti e non deve incentivare la morte di nessuno”.

“Oggi siamo accompagnati da un un sole che riscalda i cuori e illumina la città- ha dichiarato ai nostri microfoni il sindaco Giuseppe Falcomatà- e solitamente l'arrivo della nostra santa patrona era accompagnato da un clima di incertezza sotto il profilo metereologico. Speriamo che questo clima di certezza invece sia di buon auspicio per la nostra città, per i nostri giovani in cerca di lavoro, per le nostre famiglie in cerca di solidità e per tutti coloro che ancora oggi purtroppo, per i problemi di salute che hanno, sono costretti ad andare via da Reggio e questi auspici noi li affidiamo come ogni anno alla nostra madre consolatrice in un momento che è sicuramente di festa, ma anche un momento di Fede, un momento di cultura e un momento di tradizione e come si può ben vedere di grande partecipazione”.


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