Cronaca

Santelli, l’ultimo saluto della Calabria alla Presidente. L’arcivescovo: “Ci lascia tanta dignità e delicatezza”

Alle esequie anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, la presidente del Senato Elisabetta Casellati

di Redazione - 16 ottobre 2020 18:12

Il dolore della Calabria, per la morte della presidente della Regione, Jole Santelli, è nelle parole e nelle lacrime di un'anziana donna, sul sagrato della chiesa di San Nicola, alle spalle del Municipio, nel centro di Cosenza, che a fatica mormora alcune parole davanti ai taccuini del cronista: "Morire così, a 51 anni. Non è giusto".

 Alle 10,35 di venerdì 16 ottobre, da via Piave, a Cosenza, comincia l'ultimo viaggio della prima donna alla guida della Regione Calabria. 

La salma ha raggiunto la chiesa sulle spalle di assessori e consiglieri regionali in lacrime, e tra gli applausi dei presenti. Novanta posti a sedere in chiesa, restrizione dovuta alle regole anticontagio, e comunque troppo pochi per contenere tutte le persone, non solo di Cosenza, che vogliono rendere omaggio alla governatrice, al timone dell'ente per soli otto mesi.

 In chiesa il dolore composto di Paola e Roberta Santelli, sorelle di Jole, gli adorati nipoti, i parenti. Il Governo e il Parlamento partecipano con il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, il vice presidente della Camera dei deputati, Ettore Rosato, il ministro dell'Interno, Luciano Lamorgese. Numerose le presenze di esponenti del mondo politico, soprattutto di Forza Italia, partito della Santelli, e del centrodestra: da Tajani a Bernini, a Gasparri, a Polverini. E poi Enza Bruno Bossio, del Pd, anche lei cosentina.

    Nel venerdì di lutto cittadino nei capoluoghi della Calabria, e nonostante l'allarme coronavirus, sono davvero in tanti a voler salutare il presidente della Regione che ha affrontato a testa alta, per anni, la lotta contro il tumore, accettando di rimettersi pienamente in gioco con la candidatura a governatore, "perché - dicono i suoi amici più stretti - il suo impegno politico spesso e volentieri veniva prima delle sue condizioni di salute. Da quando aveva vinto le elezioni, poi, non pensava ad altro che allo sviluppo della Calabria, una terra che ha amato e che ha portato sempre nel cuore, forse come pochi politici fanno veramente. 

Prima di lasciare Cosenza il premier Conte si è fermato davanti alla bara per un ultimo saluto, mentre la presidente Casellati, che ha sentito Jole Santelli di recente ha commentato: "Un grande dolore per una grande donna. Al telefono, quando le ho chiesto se aveva paura del Covid - ha aggiunto commossa - lei mi ha detto di no, perchè era abituata a combattere tutti i giorni con la sua malattia".

   Dopo il rito funebre, terminato con un lungo applauso in chiesa e fuori, il feretro ha raggiunto la sede della Cittadella regionale, a Germaneto di Catanzaro. Sabato 17 ottobre la camera ardente, in piazzale San Francesco, fino alle 15. Poi la benedizione della salma da parte dell'arcivescovo di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, presidente dei vescovi calabresi, quindi la cremazione (per volontà della Santelli) e l'urna che riposerà nella cappella di famiglia a Malvito, nel Cosentino.

    Idee politiche e di coalizione a parte, di Jole Santelli rimane il sorriso, la voglia di lottare, la grande determinazione, l'amore per la sua terra. Tutte qualità che i calabresi, e non solo, difficilmente dimenticheranno.

L’OMELIA

 “Intelligente, preparata, concreta. Ci lascia una donna intelligente, preparata e determinata, che ha amato la propria comunità e la sua terra, la Calabria", ci lascia anche tanta dignità, delicatezza, riservatezza, qualità necessarie nell'epoca dominata dai social. Testimone del dialogo e della pace, ha abbracciato e sostenuto sempre le persone in difficoltà. Ci rimane anche la sua grande voglia di lottare, come ha dimostrato negli anni in cui ha tenuto testa alla malattia. E' stata una donna 'concreta' come lei stessa ha affermato parlando del 'genio femminile'; così è concreto oggi anche il nostro dolore e la nostra tristezza per la sua incolmabile perdita”.

“Con la sua elezione - ha detto ancora l'arcivescovo nel corso dell'omelia - si era accesa una fiammella di speranza, tinta di “rosa”, nel cielo nuvoloso della nostra Calabria; una luce che fin da subito ha voluto colmare le attese di un popolo in cerca di verità, bisognoso di giustizia e desideroso di esprimere in pienezza le sue capacità civili, culturali e morali. Ma non disperiamo. Il Signore ci ama, ci custodisce, guarda a questa terra benedetta ed ai suoi rappresentati. Conosce la nostra vita e la nostra storia, le nostre fatiche e i nostri dolori. Come ci ricorda il libro dei salmi: «Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto sul tuo libro; i miei giorni erano fissati quando ancora non ne esisteva uno». Il Signore ha ispirato e guidato Jole nella sua vita e nei suoi progetti: perciò da lui oggi riceviamo la certezza che ogni nostra lacrima è preziosa perché custodita nell'otre di Dio, in cui Egli raccoglie le sofferenze disseminate nel mondo intero per dare vita e speranza anche agli ultimi della terra! Allora, carissimi fratelli - ha sottolineato il pastore di Cosenza - la cara Jole chi è stata per noi? Certamente una di noi, con i difetti e le debolezze che ognuno porta con sé. Lei infatti ripeteva spesso: «non siamo immuni da errori, ma è importante che qualsiasi scelta sia fatta in buona fede e pensando sempre di fare del bene alla Calabria e ai calabresi». Ma era anche una tenace credente, pellegrina della verità e della giustizia sociale, testimone della dignità della persona, promotrice della pacifica e fraterna convivenza civile. Questo ci basta per conservare di lei un ricordo grato e riconoscente e proporla come punto di riferimento alle nuove generazioni. «Siate audaci ed intelligenti!”, aveva scritto nella lettera aperta ai giovani». Cara Jole, prega per noi, per i tuoi familiari e amici, per la tua terra, ora che sei davanti alla Verità e alla misericordia di Dio, sorretta dalla materna benevolenza di Maria e dalla protezione di S. Francesco di Paola, dei quali eri profondamente devota; saranno essi a consegnarti all’amore bello e gioioso del Padre - che tutto rinnova e tutto vivifica". 

“La vostra presenza, per il saluto doveroso a Jole Santelli, per noi rappresenta anche un segnale di speranza, di incoraggiamento” ha detto l'arcivescovo a conclusione dei funerali. Questa è una terra difficile - ha aggiunto - ma anche ricca di tante potenzialità. Spetta a noi, anche con il vostro aiuto, valorizzare, voltando seriamente pagina. Basta con le raccomandazioni, sì al merito. Basta con la malavita, sì alla cultura e alla bellezza".

Categoria : Cronaca Tag : funerali jole santelli
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