Cronaca

Sciolto per mafia il comune di Delianuova, il sindaco fu arrestato nell’operazione Iris

di Lucia Laface - 21 novembre 2018 10:57

Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha deliberato ieri lo scioglimento del consiglio comunale di Delianuova (Reggio Calabria), a seguito di approfonditi accertamenti dai quali sono emerse forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata che espongono l’amministrazione a pressanti condizionamenti e ne compromettono il buon andamento.

Ricordiamo che il Sindaco di Delianuova Francesco Rossi, eletto 3 anni fa e lo scorso 9 luglio subentrato in Consiglio Metropolitano , fu arrestato insieme ad altre 17 persone dai Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria il 24 settembre scorso nell’operazione Iris contro presunti esponenti della cosca Alvaro di Sinopoli.

Rossi è considerato dai procuratori Bombardieri, Paci e Pantano vicinissimo agli Alvaro, almeno fin dai tempi in cui fu vicesindaco di Delianuova e assessore comunale ai lavori pubblici, quando chiese il sostegno della cosca per fermare gli oppositori alla sua politica urbanistica, in particolare il piano regolatore e la lottizzazione della zona di Carmelia.

Alcune intercettazioni ambientali in una casa in contrada Scifà di proprietà degli Alvaro lo inchiodano come vero e proprio referente della cosca all'interno del comune, tanto che la 'ndrina riuscirà poi a farlo eleggere sindaco nel 2015.

Da sindaco gestisce uno tra i più importanti “affari" sui quali gli Alvaro mettono le mani ovvero i lavori di realizzazione dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi. Opera pubblica di interesse nazionale perché garantisce la sicurezza della connessione della rete elettrica siciliana con quella peninsulare per ridurre il rischio di black-out in Sicilia incrementando la capacità di trasporto tra l’isola e il resto del Paese.

Dopo la sospensione dalla carica di sindaco, arrivano le dimissioni di Francesco Rossi.

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