Cultura

The ChiliPepper rivisita i 7 peccati capitali e li rende dei capi da streetwear

di Dario Romano - 02 luglio 2019 17:00

Sabato 29 giugno all’interno della boutique TCP3, in Via Diana 2, si è tenuto un evento sponsorizzato dallo stesso negozio, per la seconda release del progetto “Seven Deadly Tees”, che nasce dalla collaborazione tra il The ChiliPepper ed un grafico reggino di nome Giuseppe Morabito, in arte Phomo.png. Non avendo predisposto una vera e propria struttura, l’evento è stato praticamente scandito dalla musica di E-man, producer e dj reggino, accompagnato dalla presenza di Giuseppe, oltre che dalla particolare estetica e strutturata accoglienza al pubblico che porta con sé il TCP3.

L’idea che sta alla base del progetto è propriamente quella di rappresentare attraverso sette t-shirt, che usciranno con cadenza mensile, i sette peccati capitali. Il peccato che possiamo dire così. Rappresenta il mese di giugno è la gola, il primo peccato che uscì lo scorso maggio fù l’ira. La particolarità del progetto è la rappresentazione su maglietta, di un quadro incarnante il peccato scelto. Per l’Ira, ad esempio, venne utilizzato il quadro di Alexandre Cabanel “Fallen Angel”, rappresentante proprio lo sguardo rosso d’ira di Lucifero; per l’attuale release con il peccato Gola, è stato utilizzato “Saturno devorando su Hijo”, quadro di Goya immortalante la scena in cui il Dio Saturno mangia i propri figli. Le magliette trasmettono delle vibes abbastanza dark, il topic scelto e, di conseguenza, la sua realizzazione è abbastanza d’impatto e soprattutto molto cruda. Non tutti i peccati verranno rappresentati con questa schiettezza, alcuni, come per esempio l’avarizia, saranno più criptici, tuttavia verranno rappresentati da sette quadri, tutti abbastanza evocativi del peccato volutamente rappresentato. “Seven è nato, possiamo dire, a caso” continua Phomo “abbiamo preso ispirazione dalla Mona-Lisa di Off-white per la struttura della maglietta e posizione della grafica”. Giuseppe ha sempre avuto una passione per le arti visive, per lo street wear e per l’estetica, da qualche anno ha iniziato ad utilizzare Photoshop e con la pratica e la passione è riuscito bene o male a creare un proprio modo di fare arte. Grazie alla conoscenza con Stefano Nava, proprietario e direttore dei tre negozi Chilipepper, questa passione è riuscita a realizzarsi, anche perché il TCP3 non è meramente un negozio ma è una realtà innovativa che sta cercando di creare un contatto tra i giovani reggini e quella che è la moda e la cultura street.


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