Cronaca

Walter Zema, la commovente testimonianza dell'operatrice del 118 che ha tentato di salvarlo

di Redazione - 18 novembre 2019 14:14

Il dramma vissuto anche da chi è chiamato ogni giorno e in qualunque situazione, a servire il prossimo, nel tentativo, non sempre facile, anche di salvargli la vita. E' toccante la testimonianza di un'operatrice del 118 che, sabato sera, assieme ai suoi colleghi, è intervenuta tempestivamente sul luogo dell'incidente, dove, qualche minuto dopo, ha perso la vita il giovane 24enne reggino Walter Zema. E' una testimonianza che non ti aspetti da chi, pensi, sia chiamato a intervenire in modo distaccato in situazioni di questo genere. Daniela Dattola, infermiera in forza al 118 di Reggio Calabria, affida il suo toccante pensiero a facebook, alla sua pagina personale.

Il “pensierino del centodiciottista”, lo chiama, che in poco tempo ha fatto il giro del web, commuovendo. “Quando arrivi su un incidente non sai mai cosa ti aspetta. Arrivi.. uno sguardo veloce sulla scena e vedi un ragazzo del '95 a terra inerme. Cominci a rianimarlo e sai che a prescindere dal risultato, sei l'unica speranza che ha per salvarsi. Continui, massaggio, passano i minuti 5 ..10 ..20 .. le braccia ti fanno male, la stanchezza ti assale ma tu continui. Vene prese..tubo inserito.. aspiri.. adrenalina..massaggio, massaggio..continui..guardi il monitor nella speranza che quell'onda che sono le tue braccia diventi il suo cuore che torna a battere..e niente..continui. Passa il tempo e tu sai che non c'è speranza ma la stessa speranza che non hai, ti fa sperare sempre nel miracolo ma il miracolo non avviene e tu che non costati solo il decesso sai che dopo 40 minuti di RCP devi fermarti perché la morte ha vinto l'ennesima battaglia. Ti fermi, hai perso. Prendi il lenzuolo, copri tutto. Senti un applauso, cos'è? La gente appalude, ha visto tutto quello che hai fatto, ti ricompensa”.

“Tu con le gambe che tremano e le braccia che ti fanno male ti alzi sconfitto e stranito. Si avvicina un signore e ti dice: «Io ho visto tutto, avete fatto l'impossibile, non vi volevate arrendere. Grazie per esserci» e tu rispondi «ci proviamo sempre e qualche volta vinciamo pure..lei è forte ma qualche volta gliene strappiamo qualcuno dalle mani».....chiedi dell'acqua perché sei bruciato dentro...

Resetti, ripulisci e riparti perché da qualche parte sai che tornerai a combattere e forse anche a vincere”.

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